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Recensioni
Giovedì 08 Agosto 2013 09:47

L'OSPITE INATTESO

L'ospite inatteso locandinaLa compagnia Micromega si confronta con uno dei più riusciti testi di Agatha Christie

Giunto a casa dei Warwick per chiedere aiuto dopo essere uscito di strada con la sua auto, Michael Starkwedder si imbatte nel cadavere del padrone di casa, appena freddato, a quanto pare, dalla moglie, che ha ancora in mano una pistola fumante. Convinto della colpevolezza della donna, si offre ugualmente di aiutarla a difendersi dall’accusa di omicidio. Con l’arrivo degli altri inquilini e della polizia, iniziano le indagini, tra supposizioni, congetture e sospetti incrociati, visto che ciascuno dei presenti ha qualcosa da guadagnare dalla scomparsa di Warwick. La verità, inutile dirlo, si scoprirà solo nel finale a sorpresa. Confrontarsi con un testo classico è sempre una scelta impegnativa, perché molti sono i termini di paragone e tanta l’attesa, tanto di novità quanto di rispetto del testo (quando non addirittura della tradizione). Nell’allestimento di Micromega una novità salta subito agli occhi: una scenografia essenziale, con il salotto inglese, che nei lavori di Agatha Christie si è soliti vedere sovraccarico di arredi e suppellettili, qui invece piuttosto spoglio.

Un grande mobile scuro con pochi oggetti (il telefono, i calici e poco altro) si staglia sullo sfondo bianco, fungendo anche da quinta, mentre un divano ed una poltrona dai colori neutri (interessante la struttura realizzata con i pallet) sono gli unici altri elementi d’arredo. Le pareti sono bianche e completamente spoglie, ma ottimo supporto per i giochi di luce, che colorano la scena con tinte decise, cambiandone l’aspetto e creando ogni volta la giusta atmosfera. Per il resto il lavoro di regia sta tutto nell’organizzazione dei movimenti e nella gestione dello spazio, senza  invenzioni o trovate particolari. Il tutto essenziale ma funzionale, dunque, per una buona messinscena. Ciò che manca, semmai, è una maggiore convinzione nella scelta interpretativa. Come altri testi di Agatha Christie, anche questo può rivelarsi non facile da allestire. Il geniale intreccio del giallo rimane il punto fermo, ma offre anche una certa libertà di svolgimento, grazie alla varietà di spunti, sia comici che drammatici, e quindi la possibilità di una lettura personalizzata. l'ospite inatteso scenaIn questo caso però si ha l’impressione che, specialmente nella parte iniziale, non ci si voglia sbilanciare. I toni pacati ed un eccessivo distacco emotivo tengono sul neutro la narrazione, che stenta così a farsi coinvolgente. Sicuramente non è di aiuto il sottofondo musicale, poco attinente e di scarso supporto. La situazione migliora con l’infittirsi dell’intreccio e l’animarsi dell’azione: lo spettacolo trova una sua identità, si fa più interessante e ritmato, procedendo in crescendo verso l’epilogo a sorpresa. C’è attenzione e senso della misura nelle interpretazioni del cast, che agisce diligentemente, a beneficio della compattezza dell’azione corale. Tra le interpretazioni è piaciuta in particolare quella di Francesco Bertolini, che ha caratterizzato molto bene il complesso personaggio del giovane Jan Warwick.

 

di Paolo Corsi

Visto a Verona -  Chiostro di S. Eufemia – 18 luglio 2013

Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Marzo 2014 21:07