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Recensioni
Sabato 21 Settembre 2013 14:11

SARTO PER SIGNORA

Quando ciò che piace, piace perché è bello

Sarto per signora - locandinaDelizioso allestimento del “Sarto per signora” di Feydeau ad opera del GT Einaudi-Galilei

Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”. E’ una delle frasi celebri (assieme a “Cielo, mio marito!”) immortalate da Georges Feydeau nella sua commedia “Sarto per signora”. Dell’allestimento del Gruppo Teatro Einaudi-Galilei, in scena al Chiostro di S. Eufemia a Verona, si può dire però che, questa volta, è piaciuto perché oggettivamente bello. D’accordo che un testo del genere, dall’incontenibile comicità, è già di per sé un asso nella manica, ma la partita va pur giocata, e la compagnia, forte di una regia impeccabile, l’ha giocata alla grande. I meccanismi della commedia sono quelli tipici del vaudeville, dove gli intrighi e gli intrecci amorosi si sprecano, in un vorticare di situazioni esilaranti. Tutto ruota attorno alla figura del dottor Moulineaux, che per nascondere una sua scappatella, inventa un sacco di bugie (come appunto quella di spacciarsi per sarto per signora), coinvolgendo tutti gli altri personaggi in un gioco perennemente fuori controllo, che li espone all’implicita critica che Feydeau rivolge alla società borghese della sua epoca. Ma siccome i vizi e le debolezze umane sono sempre le stesse, la valenza di questa critica è senza tempo. Ed in fondo è proprio questo il motivo per cui questo testo continua a piacerci.

Trovare un difetto a questo spettacolo è un’impresa davvero ardua. E’ uno dei casi in cui un testo classico viene fatto parlare senza artificiose mediazioni, lasciando che prenda corpo sulla scena nella maniera più spontanea. Gli strettissimi incastri di parola trovano perfetta corrispondenza nelle azioni, sia piccole (la mimica degli attori) che grandi (le corse da una parte all’altra della scena), che anch’esse si incastrano alla perfezione, quasi fossero i movimenti coreografici di una danza. Il ritmo è serrato e senza alcun momento di tregua, ed impegna la concentrazione e l’attenzione degli attori, senza tuttavia impedirne la spontaneità. Del resto si parla di un gruppo che per quanto giovane è ormai navigatissimo, nel quale la passione per il teatro, nata sui banchi di scuola, si è trasformata in talento e rigorosa preparazione, i cui risultati sono anno dopo anno sempre più evidenti.

Sarto per signora - scenaAl resto, oltre alla pregevole scenografia ed alla raffinatezza dei costumi, ci pensa la regia di Renato Baldi, coadiuvato questa volta da Francesca Pisani (che è anche protagonista sulla scena), perché, giustamente, al pari degli attori, si curano e si allevano anche i registi. Mai sopra le righe, la regia asseconda e valorizza il testo, come il tappeto sonoro dell’orchestra sorregge ed impreziosisce l’esibizione del cantante. Ma la bacchetta del direttore detta tempi precisi e muove i personaggi secondo rigorosi comandi mandati a memoria. Sono infine le piccole trovate sparse qua e là (il triplice “svelamento” delle gambe della signora Aubin, l’uso a mo’ di arma dell’ombrello della signora Aigreville, le caratterizzazioni attraverso diverse gestualità ed intonazioni, e tanto altro ancora) a dare un valore aggiunto alla messinscena. Anche la scelta delle musiche (del quasi contemporaneo Offenbach) risulta felice, utile ausilio alla resa scenica tanto negli stacchi che a scena aperta. Con questo ultimo spettacolo la rassegna del Teatro nei Cortili al chiostro di S. Eufemia non poteva trovare chiusura migliore.

di Paolo Corsi

Visto a Verona, Chiostro di S. Eufemia, il 29 agosto 2013

Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Marzo 2014 21:04