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Recensioni
Sabato 21 Settembre 2013 14:29

MEDEAS

OrieteOccidente 2013 Locandina

A OrienteOccidente la danza racconta il dramma di Medea.
S
pettacolo di forte impatto sul tema dell’infanticidio

OrienteOccidente, festival dedicato alla danza contemporanea, propone ogni anno tra agosto e settembre nei teatri di Trento e Rovereto le esibizioni di alcune tra le migliori rappresentanze della danza moderna mondiale. All’insegna dell’incontro di culture, principio ispiratore e linea guida della manifestazione per ben trentatre edizioni, ogni anno viene scelto un tema specifico, che orienta la programmazione, a partire dalla scelta delle compagnie di danza. Quest’anno la manifestazione guarda tutta all’Europa, entità storicamente divisa tra est e ovest, ma più recentemente anche tra nord e sud, complice una crisi economica senza precedenti. E siccome lo scopo dell’arte è anche quello di abbattere le barriere ed avvicinare popoli ed individui, ecco che OrienteOccidente si propone come elemento unificatore, che proprio attraverso le differenze contribuisce a restituire alle cittadinanze un senso di appartenenza comune. Francia, Germania, Finlandia, Repubblica Ceca, Spagna, Russia, Lituania, Italia, Svezia, Grecia e Norvegia, sono le nazioni rappresentate, in un “giro di bussola” che esplora l’Europa a tutto tondo. Per l’occasione la scelta è caduta sullo spettacolo Medeas della compagnia lituana Aura Dance Theater, ideato dalla coreografa Birutè Letukaitè.

Come intuibile dal titolo, la performance ruota attorno alla figura della Medea di Euripide, tragedia nella quale la protagonista arriva ad uccidere i propri figli come estrema punizione del tradimento del marito. Con la scelta di questo soggetto, la coreografa intende dare spazio al dramma dell’elevato numero di infanticidi ed aborti che sconvolge la società lituana. E di vero dramma si tratta, esasperato sulla scena, attraverso un’azione frenetica, nervosa, sofferente, accompagnata da suoni stridenti, urla e canti struggenti dal vivo del soprano Skaidra Jančaitè (ottimamente impiegata anche come figurante e danzatrice).

 

OO 2013 Medeas

Al centro e vittima assoluta è la donna, usata, abusata, colpevolizzata ed emarginata, sola nella sua sofferenza, costretta a vivere come un dramma la nascita di una nuova vita. Otto danzatori (cinque donne e tre uomini) ruotano attorno a questa figura, come ombre della stessa (tante Medee diverse e pur simili) o come fantasmi del suo incubo, oppure come coprotagonisti di vita quotidiana, dove si raccontano esperienze sentimentali e traumatiche.Impressiona la capacità di cambiare ruolo attraverso il linguaggio corporeo, che attua una vera e propria trasformazione del corpo stesso. Da esseri extranaturali quasi deformi ai corpi perfetti di amanti prestanti impegnati in copule asfissianti. In contrapposizione una figura curiosa, forse simbolo dell’uomo mai stato, che si muove con movimenti disarticolati di breakdance, come un burattino che aspira inutilmente ad umanizzarsi. Efficace infine la trovata dei bambocci appiccicati ai ventri, inquietanti nella loro grigia staticità di esseri virtualmente già morti. Uno spettacolo di forte impatto emotivo, ben congeniato e supportato da luci e suoni, che cattura lo spettatore e non lo lascia più per tutti gli intensi sessanta minuti della sua durata.

di Paolo Corsi

Visto a Trento – Teatro Sociale – il 3 settembre 2013

Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Marzo 2014 21:05