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Recensioni
Domenica 16 Marzo 2014 19:44

LA VISITA DELLA VECCHIA SIGNORA

La visita della vecchia signora

Eccellente interpretazione della filo di Laives del capolavoro di Dürrenmatt

Lo squallido e impoverito paesino di Güllen è in subbuglio per l’annunciato arrivo di Claire Zachanassian, una multimiliardaria originaria del posto, dalla quale si spera di ottenere generose sovvenzioni. Sedotta e abbandonata in gioventù da Alfredo III, ora rispettato cittadino di Güllen, Claire aveva dovuto abbandonare il paese nel disonore, dopo che la falsa testimonianza di alcuni testimoni pagati da Alfredo l’aveva bollata come prostituta. Dopo una serie di matrimoni (alla fine della commedia saranno ben nove), assai fortunati dal punto di vista economico, Claire torna al paese con una proposta shock. Devolverà un miliardo agli abitanti, a patto che questi si incarichino dell’assassinio di Alfredo. La prima reazione dei cittadini è di sdegno, ma il tarlo della cupidigia si insinua, presto o tardi, in tutti loro. Cosicché il povero Alfredo si ritrova a vivere come braccato, fino a giungere, al colmo dell’esasperazione, all’accettazione del destino che pare inesorabile. La comunità sa anche trovare un’ipocrita giustificazione morale alla propria decisione, trasformando l’assassinio nella giusta pena per chi, con la sua condotta deplorevole, aveva causato la sventura della povera ragazza.
La visita della vecchia signora del 1956, è uno dei capolavori di Friedrich Dürrenmatt, una commedia cupa, che permette all’autore di affrontare temi a lui molto cari, come quello dell’onnipotenza del denaro nella società capitalistica e della corruzione collettiva. E lo fa con uno stile unico, caustico ed ironico, macabro e al tempo stesso leggero. 
La messinscena della Filodrammatica di Laives (BZ) si distingue per la capacità di cogliere le sfumature del messaggio e tradurle in una rappresentazione credibile e non superficiale. Gran merito è senza dubbio della regia di Roby De Tomas, che riesce a tenere alta la tensione narrativa nonostante i frequenti stacchi dei cambi scena. La scenografia è altamente parlante, a cominciare dalla sagoma della stazione ferroviaria, che richiama quella di un pesce vorace, con tanto d’occhio che si fa rosso sanguigno nei momenti più drammatici. Lo stesso vale per i costumi, che mutano sui personaggi con il mutare della loro condizione economica, con l’intelligente espediente delle scarpe gialle, simbolo di una triste omologazione ed effetto visibile del contagio di una malattia subdola qual è il desiderio sfrenato di ricchezza.

La visita della vecchia signora - scenaBuoni i movimenti e la presenza scenica, impreziosita dalla presenza di attrici molto giovani, che enfatizza il lato realistico della commedia, contrapposto a quello grottesco di altri personaggi. E buona, in quasi tutti gli interpreti, anche la dizione, nitida e non cadenzata. L’affiatamento e l’impegno del collettivo ha diligentemente sostenuto il livello del dramma, sempre vivo e presente. Tuttavia non si può esimersi dal sottolineare la superba interpretazione di Chiara Bolzoni nel ruolo della protagonista Claire Zachanassian, che nella scelta dei toni, nella misura dei gesti e nella pratica dei tempi teatrali è stata impeccabile. Un’ottima rappresentazione, quindi, di un testo di spessore e contenuto, resa al meglio nonostante le reazioni del tutto inappropriate di parte del pubblico, evidentemente poco attrezzata culturalmente ad assimilarne i contenuti.

di Paolo Corsi

Visto ad Avio (TN) il 15 Marzo 2014 nell’ambito della rassegna Sipario d’Oro

Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Luglio 2014 19:16