LA DODICESIMA NOTTE PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 23 Luglio 2014 18:45

La dodicesima notte scena 1

Il divertimento è servito nella dodicesima notte

Gustoso allestimento di Marche Teatro al festival shakespeariano

A leggere la trama de La dodicesima notte c’è da perdersi già alle prime righe, tanto appare intricata e piena di personaggi dei quali occorre da subito memorizzare bene il nome. Anche se, a ben guardare, non vi è nulla di tanto insolito e anzi, se vogliamo, dopo secoli di drammaturgia, con i dovuti riconoscimenti a Plauto e alla commedia italiana rinascimentale, tutto o quasi appare ormai scontato. C'è l'amore non corrisposto di un giovane nobile per una nobildonna invaghita del di lui messaggero, in realtà una fanciulla travestita da uomo e innamorata del suo padrone. C'è il gemello di questa, somigliante come una goccia d'acqua, e il conseguente scambio di persone. Ci sono le burle architettate da parenti goderecci e un po’ cialtroni, con il loro seguito di amici, servi e buffoni compiacenti. Il luogo è una  piccola regione balcanica (più o meno l'attuale Albania), scelta da Shakespeare quale luogo esotico e chiamata con il romantico nome greco e romano di Illiria. Una commedia ideale per la chiusura del tradizionale periodo di bagordi alla fine delle festività natalizie, coincidente appunto con la dodicesima notte dopo il Natale. Nonostante i presupposti per l’intrico, sulla scena il tutto si dipana con sorprendente linearità. Lo si deve alla logica consequenzialità delle scene, ma anche ad un linguaggio che nella traduzione di Patrizia Cavalli è al contempo moderno e fedele allo stile del testo originale. Non c’è scenografia, al di fuori di una pedana circolare girevole e di qualche accessorio messo e tolto all’occasione. Ma nel nero totale spiccano i costumi coloratissimi di Nanà Cecchi, cuciti addosso ai personaggi a svelarne al primo colpo d'occhio la personalità.

La regia di Carlo Cecchi, qui anche interprete del maggiordomo Malvolio, occupa lo spazio muovendo i personaggi da parte a parte, in tondo a tondo, avanti e indietro, mai fermi e mai zitti, riempiendo la scena con la sola loro presenza e azione. La docidesima notte scena 2Agiscono, parlano e cantano sulle belle musiche originali di Nicola Piovani, eseguite dal vivo da musicisti ai lati della scena, con i quali però i personaggi interagiscono, stabilendo la definitiva assimilazione della musica nel testo. Quelle scritte da Piovani infatti non sono semplici stacchi, ma vere musiche di scena, che diventano all'occorrenza bellissime canzoni sulle quali procede il racconto. Davvero gustoso, in definitiva, questo allestimento di Marche Teatro – Teatro Stabile Pubblico, ospite al Teatro Romano per il 66° festival shakespeariano, degno omaggio ai 450 anni dalla nascita del Bardo. Seguendo una formula ormai collaudata anche questa produzione accosta ad attori di fama come il mattatore Carlo Cecchi e il navigato Tommaso Ragno, un nutrito gruppo di giovani artisti dalle eccellenti doti e dal roseo futuro artistico, che si sono fatti ben apprezzare. Tra questi sono piaciuti in particolare Dario Iubatti che nel ruolo del buffone Feste ha esaltato anche le sue doti di cantante e musicista, e Loris Fabiani che ha offerto una godibile caratterizzazione di Sir Andrew. 1564-2014: happy birthday William!

di Paolo Corsi

visto a Verona – Teatro Romano – 18 luglio 2014

Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Luglio 2014 19:14