GEMMA PDF Stampa E-mail
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Lunedì 13 Giugno 2016 11:59

Gemma  abbraccioUna “Gemma” tra le spine

La marchesa Gemma Guerrieri Gonzaga: la missione di una donna straordinaria in uno dei periodi più difficili della storia del Trentino e dell'Europa intera

"Non vi è libro o sermone che possa esercitare maggior convincimento di quello che esercita la rappresentazione di un fatto”.
Per dirla con Paolo Giacometti, non c'è modo migliore per raccontare una storia, di quello di metterla in scena. E così, come epilogo naturale, anche il racconto attorno alla figura della marchesa Gemma Guerrieri Gonzaga termina con una rappresentazione teatrale: “Gemma” è infatti uno spettacolo storico biografico che conclude un lungo percorso di riscoperta di una donna straordinaria. Iniziato con il ritrovo casuale di un imponente archivio epistolare da parte del marchese Carlo Guerrieri Gonzaga, nipote di Gemma e attuale proprietario della tenuta di San Leonardo, proseguito poi con uno scrupoloso lavoro di recupero e riordino, nel 2008 ha trovato una prima sintesi nel romanzo storico “La marchesa Gemma Guerrieri Gonzaga nata de Gresti di San Leonardo” (ed. Osiride), della scrittrice aviense Luisa Pachera. La stessa Pachera, a distanza di qualche anno, ne ha elaborato la trasposizione teatrale, affidandone la messinscena alla regista Ornela Marcon.
Nata nel 1873, a vent'anni Gemma de Gresti sposa Tullio Guerrieri Gonzaga, dal quale ha un figlio, Anselmo (volontario nella guerra del 1915-18 e decorato della medaglia d'argento al valor militare), prima di rimanere vedova nel 1902. Donna capace e risoluta, gestisce abilmente gli affari di famiglia, apprezzata e ben voluta da tutti per la sua affabilità e generosità. Ed è a lei infatti che la gente chiede aiuto quando nel 1914 la sciagura della Prima Guerra Mondiale si abbatte anche sulla popolazione trentina.

Sudditi dell'Imperatore Francesco Giuseppe e perciò austriaci di fatto, migliaia di Trentini di lingua italiana vengono spediti in Galizia a combattere contro l'esercito russo. GEMMA ginocchioSfruttando la sua influenza e le sue conoscenze, Gemma riuscirà a far rientrare in Italia migliaia di soldati trentini finiti prigionieri dei russi. Durante la guerra si prende personalmente cura dei soldati feriti e anche a guerra conclusa il suo impegno a favore della gente non conosce soste: si impegna nella ricostruzione del territorio devastato dal conflitto, opera per favorire l'integrazione del Sudtirolo nel nuovo contesto nazionale e sostiene fattivamente il progetto di don Rossaro di realizzare la Campana dei Caduti.
A questa donna straordinaria è stato dunque dedicato lo spettacolo, che non poteva debuttare in un luogo più appropriato di quello dove è andato in scena: proprio a casa della marchesa, la tenuta di San Leonardo dei marchesi Guerrieri Gonzaga, nella corticciola tra le mura del piccolo borgo e a pochi passi dalla cappella dove riposano i suoi resti.
Nello spazio suggestivamente illuminato, una pedana ospita la scena, sobria ed essenziale, piccola e fedele ricostruzione del microcosmo dove la donna concepisce gli atti con i quali prova, spesso riuscendoci, a raddrizzare le storture della storia. Ad interpretare Gemma è Gelsomina Bassetti, brava nel trasmetterne la passione e l'irrequietezza, la sofferenza e la frustrazione, attraverso una recitazione naturale (anche se tendenzialmente un po' frenetica), che le permette di reggere sempre bene la scena e di essere credibile ed efficace nelle controscene.
Il racconto si poggia sul confronto dialettico, serrato e appassionato, con il figlio Anselmo, interpretato dal giovane Federico Vivaldi. Altrettando ben centrato nel personaggio, l'attore ne delinea bene la nobiltà d'animo e le spinte ideali, ma anche il pragmatico realismo. Molto buona l'interazione tra i GEMMA scenadue, che è il vero motore dell'azione, nella rappresentazione dello stretto legame tra madre e figlio, che assieme fronteggiano gli eventi personali e della Storia. Gli elementi scenici ed i costumi d'epoca di Chiara Defant assecondano la scelta di una rilettura storico-realistica della vicenda, che nel testo è organizzata in quadri (uno per ciascuno dei quattro periodi interessati, tra il 1915 e il 1921), ma che fluisce con continuità e inalterata tensione emotiva grazie alla regia di Ornela Marcon. Preziose in questo senso le musiche di scena (moderne composizioni al pianoforte e anche un brano della compositrice Elvira de Gresti, zia di Gemma) e gli effetti luce affidati a Michele Chiusole.
Il risultato è un atto unico intenso ed emozionante, che è al tempo stesso momento artistico e significativa operazione culturale.

(foto Mirta Ferrari)

 

di Paolo Corsi

Visto a San Leonardo (Avio) – Tenuta dei Marchesi Guerrieri Gonzaga – il 10 giugno 2016

Ultimo aggiornamento Lunedì 13 Giugno 2016 21:47