OperaTime PDF Stampa E-mail
Domenica 11 Dicembre 2011 21:04

Operatime 1

Operatime 2

 

Annick 1

 

Annick 2

 

Leggi articolo

Leggi articolo Leggi articolo

 

Cultura e spettacolo: i grandi eventi italiani dell'estate (OperaTime - giugno 2007)

Ai visitatori del Belpaese, ma anche a tutti gli appassionati d’opera e di musica classica, non mancheranno certo, un po’ ovunque nel corso dell’estate, proposte di intrattenimento di qualità. Tre eventi in particolare, oltre al Festival dell’Arena di Verona, sono di grande  prestigio: il Maggio Musicale Fiorentino, il Rossini Opera Festival di Pesaro e lo Sferisterio Opera Festival di Macerata. A Firenze la 70a edizione del Maggio, già cominciata ad aprile, terminerà in luglio, proponendo spettacoli di vario genere. Il filo conduttore “Mito e contemporaneità” ha dettato la scelta delle opere, per cui ad Antigone di Ivan Fedele, scritta per l’occasione, seguono Orfeo ed Euridice di Gluck e La Dafne di Marco da Gagliano. Completano il gruppo Das Rheingold e Die Walküre della saga wagneriana L’Anello del Nibelungo. Sui podi importanti presenze come Riccardo Muti e Zubin Mehta. Il programma sinfonico segue lo stesso percorso tematico tra classico e contemporaneo, con esecuzioni di musiche di Ivan Fedele, Cajkovskij, Liszt, Bartòk, Mahler e Beethoven. Ospite d’eccezione il pianista e direttore Daniel Barenboim. La danza è protagonista con il Bolero di Ravel, di Maurice Béjart e due spettacoli su musiche di Ravel e Stravinskij, di Lucinda Childs. Segno di apertura al concetto di festival, è la presenza dello spettacolo di prosa La maladie de la mort di Marguerite Duras, con Fanny Ardant. A Pesaro va in scena la XXVIII edizione del Rossini Opera Festival, che si terrà dall’8 al 21 agosto. Naturalmente dedicato a Gioachino Rossini, il festival proporrà opere e concerti con musiche del maestro pesarese. Affermati artisti si affiancheranno a giovani emergenti nelle opere (Otello, Il turco in Italia, La gazza ladra) ed in altri spettacoli come Edipo a Colono (musiche di scena per la tragedia di Sofocle) e Le nozze di Teti e di Peleo (azione coreo-drammatica), nella Petite Messe Solennelle, nei concerti di belcanto e strumentali. Da evidenziare il Festival Giovane, che anticiperà il Rossini Opera Festival con il concerto conclusivo del seminario di interpretazione rossiniana e vi contribuirà con Il viaggio a Reims, cantata scenica con gli interpreti dell’Accademia Rossiniana. A Macerata, dal 26 luglio al 12 agosto, si svolgerà la 43a edizione dello Sferisterio Opera Festival. Qui ogni anno viene scelto un tema nuovo, da raccontare attraverso la lirica. La scelta di quest’anno è “Il gioco dei potenti”, inquietante filo conduttore che sottintende i drammi della lotta per il potere dei personaggi protagonisti delle opere in cartellone: Macbeth di Verdi, Norma di Bellini, Maria Stuarda di Donizetti e Saül di Flavio Testi. In programma anche la Messa da Requiem di Verdi, in ricordo di Beniamino Gigli. Il Festival proporrà dibattiti, mostre, aperitivi culturali e non mancherà un importante appuntamento con la danza: l’unica data italiana di Gala Performance, la tournée di Roberto Bolle e Alessandra Ferri.

Torna su

 


Dal segno al taglio, il vestito dell'arte (OperaTime - luglio 2007)

Che si tratti di opera lirica o di teatro di prosa, accediamo ai contenuti dello spettacolo attraverso la nostra percezione visiva e sonora. Ascoltiamo musica o dialoghi e nel contempo guardiamo tutto ciò che è in scena: forme e colori di scene e costumi. Se la scena caratterizza l’ambientazione, il costume caratterizza il personaggio, di cui rivela la personalità fin dal primissimo impatto visivo. Il costume è senza dubbio un potente mezzo espressivo a disposizione del regista e dell’interprete. La sua ideazione è dunque un momento creativo che condizionerà lo spettacolo, al pari dell’arte con cui verrà realizzato. Questi due processi  coinvolgono solitamente figure professionali diverse: il costumista, inteso come il disegnatore dei bozzetti, ed il responsabile dell’iter tecnico della realizzazione concreta del costume. Questa, perlomeno, è la realtà italiana, poiché in ambito internazionale, soprattutto in Francia, l’intero processo è affidato ad un’unica figura. Con lo scopo di preparare anche in Italia professionisti di questo tipo, molto richiesti a livello internazionale, nasce a Verona l’Alta Scuola di Costumista Teatrale Realizzatore, che rappresenta una novità nel panorama nazionale. L’operazione costituisce anche un recupero storico, visto che questa attività è nata e si è sviluppata proprio in Italia, prima di trasferirsi in Francia, dove tuttora gode di molta considerazione. In ragione di tutto ciò, la scuola ha scelto il nome Dal Segno al Taglio e si è assicurata la collaborazione di docenti e formatori di fama internazionale, sarti, tagliatori storici, designer di alta moda, costumisti e registi, provenienti da importanti realtà del settore, come la prestigiosa sartoria Tirelli di Roma, la Fenice di Venezia, l’Opera di Roma. E’ prevista anche la possibilità di seguire stage formativi presso i teatri di Bologna, Roma, Madrid, Barcellona e Montecarlo, mentre sono in via di definizione accordi anche con altre società private di alta moda. La scuola avrà anche il privilegio di ospitare per alcuni incontri il maestro Pier Luigi Pizzi, regista, scenografo e costumista di fama internazionale. Essa si presenta dunque con tutte le carte in regola per andare incontro alla grande richiesta del mercato (tra lirica, prosa, cinema, musical e pubblicità), attualmente costretto ad attingere spesso a professionisti stranieri. Titolare della scuola è Lorena Marin, professionista che vanta importanti presenze come assistente ai costumi in prestigiose produzioni e festival. Attualmente assistente ai costumi del maestro Pizzi, nel 2006 ha seguito, in qualità di Responsabile di Sartoria, le ultime produzioni dell’Arena di Verona. La sede della scuola è presso l’Istituto Scolastico “Bon Brenzoni” in via XX Settembre 19, a Verona. Per informazioni: Agenzia Formazione del Comune di Verona – tel. 045 8008340 e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Torna su

 


A colloquio con Annick Massis (OperaTime - agosto 2007)

Dopo il debutto al Théâtre du Capitole de Toulouse nel 1991, Annick Massis ha lavorato in molti dei più importanti teatri del mondo ed ora approda per la prima volta all’Arena di Verona per debuttare nel Barbiere di Siviglia, nel ruolo di Rosina. A  pochi giorni dalla “prima” riusciamo a fare con lei una piacevole chiacchierata.

Che effetto le fa l’idea di cantare in un teatro così particolare?

Al primo impatto sono rimasta molto impressionata. E’ un posto grandioso non solo per la vastità degli spazi ma anche per la sua importanza storica. Da quando è stato dedicato alla musica vi si sono esibiti grandissimi artisti, cosa che gli ha conferito un ulteriore prestigio. L’acustica è davvero buona. E’ un vero piacere essere qui!

Come si vive il continuo cambio di luoghi e di colleghi di lavoro?

E’ sicuramente stimolante, anche se il doversi spostare in continuazione è spesso faticoso. Poi però ci si concentra sul lavoro, nel nuovo ambiente, con i nuovi colleghi e l’avventura ricomincia.

Quale aspetto del suo lavoro le piace di più e quale meno?

L’aspetto meno piacevole è la mancanza di tempo libero dovuta all’incalzare degli impegni. Comunque, qui a Verona, conto di riuscire a ritagliarmi qualche momento per godermi la città. L’aspetto più bello è la possibilità di rapportarsi sempre con nuove realtà, direttori e registi, che con le loro diverse sensibilità sono sempre una fonte di arricchimento.

Il fatto che si tratti di un lavoro, con tutti gli obblighi connessi, non rischia di intaccare il fascino di quest’arte?

Dobbiamo dare il meglio di noi sia quando siamo ben disposti sia quando non lo siamo. E’ la difficoltà di questo lavoro, perché non siamo macchine ed ogni volta dobbiamo cercare dentro noi stessi le motivazioni e le risorse per dare il meglio. Occorre trovare ogni volta l’entusiasmo della prima volta.

Come ci si prepara ad interpretare un personaggio?

Quando mi propongono un ruolo mi chiedo per prima cosa se io sono adatta a farlo e se in questo modo posso dare un contributo alla musica. Poi comincio a confrontarmi con lo spartito. Quando giungo alla prova ho una mia idea d'interpretazione, che metto a confronto con quella del direttore e del regista. Da qui comincia un lavoro comune di costruzione del personaggio.

Quanto è impegnativa musicalmente la parte di Rosina?

Rossini ha farcito questo spartito di asperità: trilli, mordenti, canto sillabico e quindi velocità di articolazione, perché il ritmo è sostenuto e ad ogni nota corrisponde una sillaba. In più la  tessitura è molto impegnativa.

In particolar modo per un soprano, o no?

La parte è stata scritta per contralto ed effettivamente si frequenta spesso il registro grave, tuttavia è anche una scrittura che mette in risalto il suono cristallino del soprano. Del resto Rosina è una ragazza giovane e vitale il cui carattere può essere ben rappresentato dalla voce femminile più acuta. Per l’occasione abbiamo recuperato un’aria di Rosina che si esegue raramente, cantata prima della scena del temporale. E’ l’unico pezzo che non canto in tonalità originale, veramente troppo grave, ma trasportata in Fa e senza il “da capo” per volontà del direttore.

Che tipo è la sua Rosina?

E’ una ragazza molto determinata, che sa quello che vuole e come ottenerlo. Non è nemmeno tanto ingenua: chissà se veramente ignora che il Conte D’Almaviva e Lindoro sono la stessa persona? Con la complicità di Figaro porta avanti un gioco mirato al raggiungimento del suo scopo.

E’ vero che i registi d’opera spesso mancano di attenzione alle esigenze del canto?

Io sono bendisposta nei confronti dei registi, perché penso che da loro possano arrivare indicazioni utili a migliorare la propria espressività. Poi se sorgono delle difficoltà se ne può sempre parlare e trovare assieme il modo di superarle.

E’ un lavoro di équipe, dunque?

Certamente. Ci sono tante cose da mettere insieme, lo spettacolo nasce da un costante lavoro di adattamento affinché le varie componenti si armonizzino. Vale anche con i colleghi cantanti: finché si lavora da soli si può solo immaginare quale sarà la sensazione della voce che ti canta accanto e solo al momento del confronto ci si fa l’idea della diversa energia che ti coinvolge. Da quel momento hai molte più indicazioni per riuscire a dare il meglio in quel contesto. Devo dire che questo lavoro di équipe mi piace molto.

Qual è lo stato di salute dell’opera e quale il suo futuro?

Io credo che l’opera stia bene, anche perché vedo la partecipazione di molto pubblico giovane, tuttavia credo anche sia necessario un continuo rinnovamento. C’è bisogno di un nuovo modo di presentare l’opera, più vicino alla nostra cultura moderna, sebbene rispettoso dello spirito originale. Non una modernizzazione fine a se stessa, ma nuove proposte per mantenere attuale lo spirito con cui sono nate le opere.

E se le novità arrivassero da nuove opere scritte da compositori contemporanei?

Personalmente sono ben disposta verso la musica contemporanea, ma spesso non l’ho trovata adatta alla mia vocalità. Comunque se un compositore scrivesse qualcosa di nuovo per me, mi cimenterei volentieri. In fondo desidero vivere nel mio secolo.

Cosa fa prima di andare in scena?

Cerco soprattutto la tranquillità, per concentrarmi e rilassarmi.

Vuole dire che alla tensione non si fa l’abitudine?

Assolutamente no, anzi, ora è ancora peggio che agli inizi! Per fortuna sul palcoscenico si godono momenti bellissimi, di grande emozione, che ripagano ogni sacrificio. Ciò che il pubblico riesce a darti in certi momenti è impagabile.

Cosa fa Annick Massis quando non è su un palcoscenico?

Il problema è che ci sto sempre! No, in realtà nei momenti di stacco dal lavoro sto con la famiglia, faccio jogging, leggo e comunque continuo a studiare. Amo il mare e quando posso cerco il contatto con la natura, per ricaricarmi. Questi momenti sono ciò che più mi manca quando lavoro. Può non sembrare, ma il nostro è un lavoro duro, che affronti solo con tanta passione.

Torna su

 


 

 

 

Ultimo aggiornamento Domenica 11 Dicembre 2011 21:27