HARVEY DA LEGGERE, recensione del libro con il testo di Mary Chase edito da Treditori Roma PDF Stampa E-mail
Sabato 14 Gennaio 2012 19:59

Harvey libro

Il nuovo progetto editoriale di Tre Editori

Dopo gli spettacoli teatrali veronesi della scorsa estate, che hanno offerto vari spunti di approfondimento sul testo di Mary Chase (leggi la recensione), ecco un'altra novità legata al lavoro della commediografa americana: la pubblicazione di un libro con il testo, da parte di Tre Editori (www.treditori.com), una piccola casa editrice che si sta distinguendo per scelte editoriali ragionate e certo più vicine a logiche di divulgazione di opere culturali meritevoli che a logiche prettamente commerciali.

Harvey è una commedia apparentemente leggera, che tocca in realtà un'infinità di temi, dalla follia alla paura del diverso, dalle convenienze sociali alla soggettività delle percezioni, fino al diritto di leggere la realtà con i propri occhi.

Elwood P. Dowd è un signore garbato e gioviale, che si fa ben volere da tutti, ma a cui non si perdona un piccolo difetto: quello di avere per amico un immaginario coniglio bianco alto un metro e ottanta, che avrebbe alcuni straordinari poteri, tra cui quello di fermare il tempo attorno alle persone che gli sono amiche, per lasciarle libere di gestire la propria vita e godere di tutti i bei momenti che essa ci offre. La presenza evocata di questo coniglio, o meglio Puka (una divinità celtica capace di assumere forme animali) dà un taglio fiabesco, quasi fanciullesco, alla commedia. Come spesso capita, le cose semplici velano e racchiudono significati profondi e non è un caso che quest'opera sia valsa all'autrice il premio Pulitzer per la drammaturgia. Come non è un caso che abbia avuto e continui ad avere innumerevoli rappresentazioni sulla scena, oltre al celebre film di Henry Koster del 1950, con l'indimenticabile interpretazione di James Stewart.

Ce n'è abbastanza per capire come mai molte compagnie teatrali scelgano di mettere in scena Harvey. Non è però altrettanto scontata la scelta di pubblicare il testo in un libro. Anzi, a noi è parsa piuttosto curiosa. Il libro riporta il testo nudo e crudo, senza note particolari sull'autrice e sulla genesi dell'opera, né contributi inerenti la storia di questo testo sulle scene, con riferimento ad artisti o messinscena particolari. Informazioni, queste, che avrebbero un valore aggiunto per il lettore comune, che solitamente non ama leggere un testo teatrale, con tanto di didascalie e indicazioni sceniche e registiche, preferendo vederlo direttamente rappresentato. L'intento dell'editore, tuttavia, è quello di immettere nel circuito librario un piccolo classico sostanzialmente assente nel mercato italiano, offrendone una versione che si avvicini il più possibile ad una tradizionale narrazione letteraria. C'è infatti la convinzione, condivisibile da parte nostra, che Harvey sia una storia che andrebbe romanzata. Di qui la scelta di darle una veste grafica che aiuti in una lettura il meno possibile teatrale. Per lo stesso motivo si è scelto di omettere qualsiasi introduzione o spiegazione del testo ed anche del progetto editoriale.

Il risultato è un libro con una veste tipografica attraente, la copertina semplice ed elegante ed i caratteri nitidi e della giusta dimensione per una lettura piacevole. Tutto quello che serve per invogliare a leggere (o a rileggere) questa storia divertente e un po' strana, che però ha davvero molto da dire a tutti.

Mary Chase, 'Harvey', ed. Tre Editori, pp. 160, euro 16

Ultimo aggiornamento Martedì 10 Aprile 2012 13:21